Da aprile, ogni giorno, alcune migliaia di italiani saranno intervistati da un istituto specializzato per capire la qualità dei programmi Rai. Gli italiani scelti faranno così dei "giurati della qualità" attribuendo un punteggio da zero (molto negativo) fino a 100 (il massimo). Saranno quindi loro a decretare se quel Porta a Porta, quella edizione del tg, quella puntata di Un posto al sole siano state degne del servizio pubblico quanto a equilibrio, buon gusto, originalità, capacità di migliorare o incuriosire. Un servizio molto simile all'Auditel ma che riguarda la qualità del programma (da qui il nome Qualitel). Rispettando la tabella di marcia, il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha spedito alla Rai il documento (di 55 pagine) che precisa le caratteristiche di questo Qualitel. Il documento, che ribadisce anche i tempi di attuazione, è opera della commissione presieduta da Giuseppe Sangiorgi, ex commissario dell'Autorità per le Comunicazioni. Le misurazioni saranno cinque e gli italiani verranno chiamati a giudicare intanto i singoli programmi della fascia chiave che va dalle 20 alla mezzanotte, ogni giorno. Un giudizio dovrà essere espresso, poi, per le altre fasce orarie. Ma in questo caso l'istituto demoscopico, incaricato di fare tutte le interviste, darà un verdetto generale e diviso per genere (sceneggiato, reality, informazione). Peseranno, è ovvio, anche l'assenza di scene inutilmente violente, di sesso a buon mercato, di volgarità e razzismi. Saranno sentite non solo le persone che hanno visto tutto il programma, ma anche quelle che non lo guardano più o che ne iniziano la visione per poi interromperla. La novità sta anche nel fatto che il giudizio sarà pubblico perchè ogni giorno la Rai dovrà comunicare quanti punti-qualità abbia ottenuto ogni sua trasmissione. Speriamo che quasto sia il primo passo per cancellare la tv spazzatura e migliorare il servizio pubblico.
