Il procuratore generale presso la Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, presenta un bilancio davvero nero nella sua requisitoria sul rendiconto generale dello Stato. I due punti cardini riguardano la crisi economica e la corruzione. Per quanto riguarda la crisi economica l'Italia è l'unico paese al mondo che non ha fatto cose concrete per arginarla (mi viene in mente la social card, una vera e propria presa in giro), forse perchè guidati da un premier a cui interessano più le leggi ad personam per evitare i processi e le feste private con escort che la reale situazione di crisi degli italiani.
La Corte perà lancia un altro allarme: la corruzione nelle pubbliche amministrazioni. Un fenomeno, quella della corruzione, "talmente rilevante da far più che ragionevolmente temere che il suo impatto sociale possa incidere sullo sviluppo economico del Paese. "
La corruzione costa, in Italia, 50/60 miliardi di euro all'anno. Una vera e propria tassa immorale pagati con i soldi dei cittadini (ignari di tutto ciò).
Secondo la Corte, "altre e maggiori conseguenze vengono prodotte dalla corruzione serpeggiante nella Pubblica amministrazione. Un danno anche d'immagine che costituisce "un ulteriore costo non monetizzabile per la collettività, che rischia di ostacolare (soprattutto in Italia meridionale) gli investimenti esteri , di distruggere la fiducia nelle istituzioni e di togliere la speranza nel futuro alle generazioni di giovani, di cittadini e di imprese". Ma la repressione, da sola, non basta. Bisogna intervenire sul piano organizzativo "agendo sui comportamenti, sulle procedure, sulla trasparenza dell'attività amministrativa al fine di prevenire e/o limitare la probabilità che si realizzino gli eventi corruttivi descritti".
Il debito pubblico cresce sempre di più (ha ormai raggiunto la cifra di 1663,65 miliardi, pari al 105,8% del Pil nazionale) e il governo non fa nulla. Il recupero dell'evasione fiscale darebbe un gettito di oltre 100 miliardi di euro l'anno, "un vero e proprio tesoro che risolverebbe non pochi problemi", ma "non può nascondersi un certo scetticismo, quanto meno sulla rapidità con cui sarà possibile recuperare all'erario l'area dell'evasione". Tradotto: il governo Prodi stava facendo un'opera di risanamento, nonostante la sua fragilità.
Questo testimonia come ci sarebbero già tantissimi motivi per cacciare via questo governo, anche dal punto di vista legislativo e economico!
[fonti corriere e repubblica]